Recensione della prof. Monica Valencia Casal

Tra il 2024 e il 2025 Basile inizia un nuovo processo creativo, spinto da una profonda necessità di ricerca, che rappresenti l'eco nascosto,senza luogo, che lo tormenta. Ed è così che l'artista approda ad un linguaggio caratterizzato dalla relazione del colore con la materia. Stucco, sabbia, stoffa, colla vinilica, colori acrilici... Opere soprattutto monocromatiche, dove il colore e la materia si avvolgono,proponendo immagini che evocano sensazioni, provocando emozioni uniche che si disvelano protagoniste di una scena teatrale mai ferma. La materia si confonde in una fusione intima con il colore,diventando protagonista, sulla tela che l'accoglie. Questo modulo espressivo, che evoca tecniche conosciute, ci propone un nuovo modulo creativo, senza inquadramento, dove l'introspezione caratterizza le opere. In un assolo espressivo e nel abbandono di sé stesso, la creazione diventa mistica, o talvolta magica, allacciando illusioni e miraggi, lì dove ogni sguardo donerà la sua parte. Sono opere che non saranno mai completamente possedute da nessuno, perché hanno il potere di rinascere, ogni volta che le guardi. Questo fenomeno artistico di elevata capacità appartiene a pochi compositori. A Basile, succede.
(Professoressa Monica Valencia Casal collezionista internazionale, collaboratrice con la casa di aste Dorotea nella selezione pittorica.)
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